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domenica 10 maggio 2009

Non è la stessa cosa

Dopo la proposta del leghista Salvini, e in seguito alle continue uscite poco fortunate del nostro premier, ho capito che non è la stessa cosa: ho fatto un collegamento nemmeno troppo in dietro nel tempo, e l'ovvietà mi si è palesata.
Di cosa sto parlando?
Mi riferisco alla possibilità di dire battute, anche battutaccie, che possiedono i nostri politici o ritenuti tali, rispetto alla libertà di compiere lo stesso gesto da parte di un cittadino non politico.
Un politico, infatti, può dare dell'abbronzato a Obama, può provarci con tutto quello che ha una vagina tra le gambe, può dare del coglione all'elettore medio di sinistra, può essere razzista, fare proposte che ricordano in ventennio, insomma ne può fare di ogni. E noi cosa possiamo fare?
Beh noi, non proprio noi, prendiamo ad esempio chi per lavoro dovrebbe far ridere: i comici. E ripensandoci mi viene in mente la polemica nata attorno a Vauro e alle sue vignette sull'Abruzzo, episodio nel quale non entro in merito. Ma la reazione dei nostri politici e dell'azienda Rai, eh quelle mi interessano, perché mostrano come davvero i nostri politici siano casta.
Vauro è stato sospeso per una settimana e l'episodio è stato censurato da tutti e giornali e dall'intero arco politico, con rare esclusioni che parlavano di una non bene delineata libertà di espressione e critica. Perché Vauro aveva offeso le vittime del territorio, non aveva partecipato allo slancio solidaristico tipicamente italiano, ma si era messo a fare polemica subito dopo il terremoto e...dai, non si fa!
Invece dire che ci vorrebbe un vagone in metro solo per i milanesi, questo non è offensivo? Dare dell'abbronzato al presidente degli Stati Uniti, questa è solo una battuta scherzosa?
Mi sale l'acido dallo stomaco, perché siamo davvero di fronte all'assurdo divenuto normalità, perché ormai si può dire tutto e smentire anche quello che non si è detto, basta dire che è una battuta, oppure che si è stati fraintesi o, meglio ancora, che è tutto architettato dai comunisti.
Io credevo, nella mia mente deviata da comunista sesantottino, che il politico fosse il primo fra i cittadini, soprattutto in quello che dice: invece è il contrario! Il politico in quanto tale può scusarsi ed essere scusato, mentre chi per vivere ha scelto di far satira no, deve essere censurato o meglio autocensurarsi.
Sono queste per me le cose davvero tristi di questa politica e di questo modo di far politica, non tanto se Veronica si separa da Silvio, perché son affari loro: gli altri, invece, sono anche affari miei.
Di certo nostri.

sabato 24 gennaio 2009

Vaticano mio: mi freghi sempre!

Non potevo non scrivere qualcosa anche sul mio amato vicino di stanza, il mittico Vaticanozzo!
Come avrete capito, non stimo molto il Vaticano come stato, la Chiesa come mezzo di propaganda politica e come creatrice di una nuova società di stampo cattolico, mentre credo molto nella Chiesa come pastore di anime, anche se non la mia (che non ho...).
A prescindere dalle mie credenze, devo ammettere la sconfitta: sono stato fregato dalla Chiesa, più precisamente dal suo organo di stampa, l'Osservatore Romano. Commentando una delle prime scelte prese da Obama dopo il suo insediamento, ossia il suo discorso in difesa dell'aborto, avevo subito apostrofato l'accaduto: "Scommetto che stavolta che lo dice l'uomo più potente del mondo, la Chiesa manco proferisce parola! Non come qui in Italia che se dici aborto ti trovi circondato da preti incalliti e magistrati che ti vogliono mandare alla gogna...".
Invece stamattina guardo il sito online della Repubblica e vedo un articolo dedicato alla reazione del bollettino vaticano, ovviamente molto critica nei confronti delle parole di Obama: mi hanno fregato!
Sull'argomento aborto sarebbe da scrivere un altro articolo da zero, ma memorabile è stata anche in questo caso la macchina propagandistica vaticana, che oramai non perde occasione per farci notare e capire quali siano le sue posizioni riguardo ad aborto, eutanasia, bioetica, politica italiana ed estera, crisi finanziaria e dei valori, scuola pubblica ma soprattutto privata (meglio ancora se cattolico-privata), etc etc
Guai però a parlare di ingerenza o cose del genere: in Italia c'è la libertà di parola e stampa!
Balle. Solo che i voti dei bigotti cattolici che ancora non usano il preservativo e credono che Dio ci salverà fanno comodo. Peggio: fanno vincere. E vanno a ruba ultimamente, come anche l'appoggio di curia e compagnia bella.
Basta vedere il comportamento di Sacconi con la Englaro: è lui un magistrato per scegliere che fare in materia giuridica? Pazzesco, alla fine è arrivato a minacciare di chiudere la clinica privata.
Da fuori di testa. O meglio, da italiani.